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Stagione teatrale 2024


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Stagione teatrale 2024
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 Segnali Experimenta

SEGNALI EXPERIMENTA
XXXVI EDIZIONE


 

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 Nuove Produzioni LTO
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Locandina - Piccolini
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Locandina – Ninna Nanna
Scheda - Ninna Nanna

 

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Stagione teatrale 2018

Stagione teatrale 2018

SEGNALI EXPERIMENTA 2018 - IL GRAN FINALE

 
Ultimi tre spettacoli per la stagione 2018 del nostro piccolo festival. Un anteprima nazionale per “KRISI”, il nuovo spettacolo di Michele Cremaschi, sui temi, attualissimi, dei beni comuni ambientali messi in pericolo da progetti speculativi, ingordigia, ricerca del profitto e subalternità politica e su quello, urgente, della necessità di una cittadinanza attiva che pretende ascolto. A seguire il gradito ritorno di uno dei più grandi interpreti del teatro contemporaneo, César Brie, con “IL VECCHIO PRINCIPE”, pièce ispirata a Saint Exupery, in cui lo straordinario attore-regista argentino ci parla di un uomo, al quale l'Alzheimer pare far perdere (o forse recuperare) la memoria, e da lì crea immagini e metafore sul tema dell'abbandono, dell'essere inermi, dell'amicizia e del prendersi cura degli altri. Brie interpreta e dirige uno spettacolo tenero e sognante, in cui i vecchi hanno ancora qualcosa da insegnare e ci stimola a riflettere sul significato della morte, in un mondo in cui bisogna rimanere giovani a tutti i costi. Chiudono questa trentesima edizione di “Segnali Experimenta” i padroni di casa dal Laboratorio Teatro Officina con la prima nazionale del loro “NINNA NANNA” con Max Brembilla, Massimo Nicoli e Anna Zanetti, su testo e per la regia di Gianfranco Bergamini. La pièce, già vista in fase di studio ad aprile, racconta, con sguardo indulgente ma non narcisistico, l'infanzia, l'adolescenza, la giovinezza di un certo Roberto, dietro cui si intravede l'autore. Senza enfasi, con l'appropriata scelta registica di dividere fra tre personaggi il peso della rievocazione, la vicenda passa in rassegna i luoghi dell'infanzia e della crescita di tutti: la campagna, la famiglia, vasta e patriarcale, l'educazione tradizionale, le prime scoperte, i primi goffi tentativi di seduzione, i viaggi e la sperimentazione dei miti degli anni Sessanta: il fumo, il rock e la beat generation.
 

 

SCHEDE SPETTACOLI

 

 

 

VINCITORE PREMIO EXPERIMENTA 2018 

  

 

LO SPETTACOLO “LUCA LUNA” DEL TEATRO EX DROGHERIA VINCE LA SECONDA EDIZIONE DEL “PREMIO EXPERIMENTA”

 

Si è conclusa, presso l’Auditorium Comunale di Urgnano, la presentazione dei quattro spettacoli finalisti del “Premio Experimenta 2018 - Nuove Identità del Teatro Bergamasco”, ideato dal Laboratorio Teatro Officina in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Urgnano, la Regione Lombardia (Circuiti Spettacolo dal Vivo) e la Fondazione della Comunità Bergamasca onlus. Il bando, finalizzato alla promozione di nuove compagnie, attori e realtà produttive della scena orobica, ha presentato nella giornata di venerdì 5 ottobre “GINO BARTALI” di Luna e GNAC Teatro, storia antieroica, dello straordinario ciclista fatta di entusiasmo, di fatica e di una grande spinta ideale. La vicenda, tratta dal romanzo “La corsa giusta” di Antonio Ferrara, gioca con convinzione le carte dell'ironia e della poesia immergendoci nella concretezza della quotidianità del grande Ginettaccio, con un'alternanza significativa di atmosfere e accenti. Uno spettacolo riuscito in cui la narrazione di Federica Molteni risulta particolarmente convincente perché sostenuta da chiare tecniche attoriali capaci di mettere in gioco la corporeità con attenzione precisa e di conferire al tutto un ritmo fluido e sempre ben misurato. Spicca, ed è centrale, la ferma “mano” registica di Carmen Pellegrinelli capace di dare forma efficace all’azione complessiva attraverso una cura rigorosa dei dettagli recitativi e della composizione scenica. A seguire, sabato 6 ottobre è stata la volta di “ASSENZE” del Teatro d’Acqua Dolce, drammatica pièce sui Samosely, residenti illegali nella zona radioattiva di Černobyl che, nonostante i divieti governativi, hanno continuato a coltivare e cibarsi dei prodotti della terra, ad allevare animali e a scaldarsi bruciando legna contaminata. Romina Alfieri, intensa e vibrante interprete della pièce, di cui è anche regista e autrice del testo, ci racconta di una coppia di coloni: lui, ex-liquidatore gravemente malato e bigotto e lei, teneramente legata alla propria terra, che vive nel ricordo di una vita che non c’è più. I due si amano da quando erano bambini. Il testo è decisamente buono e parla, con sobrietà e realismo, di un tema - il nucleare - sempre attualissimo. Belli e appropriati i riferimenti biblici che bene sottolineano una sorta di ineluttabilità del castigo divino che aleggia su tutta la vicenda e delicati gli inserti sulla felice infanzia dei due protagonisti. Si diceva della prova attoriale della Alfieri, molto brava nell’utilizzo dei registri vocali del dolore, della rabbia, della rassegnazione e della dolcezza. Ad essa fanno da efficaci comprimari Francesco Maffeis, cui si devono anche le partiture sonore all’organetto e Stefano Ulivieri, rude militare che chiude, con la sua violenta intromissione, la triste vicenda. La regia è curata e diligente e sa sfruttare con intelligenza e senso del ritmo, le situazioni che il testo propone. Interessante, pur nella sua essenzialità, l’allestimento scenico fatto con materiali poveri e oggetti simbolo come l’organetto, la radio e la porta-catafalco, il tutto è presentato con un assetto illuminotecnico adeguato in cui la fanno da padrone le candele che bene rendono il buio e la precarietà della situazione. Doppio appuntamento, domenica 7 ottobre, prima con “IL TENACE SOLDATINO DI STAGNO” di Teatro Caverna, che da un’ambientazione estremamente poetica e raffinata del celebre racconto di Andersen. L’operazione definita da Damiano Grasselli, il suo interprete-autore, come uno spettacolo per voce, suono e luci, procede con perizia registica su questi tre binari, sciorinando una serie di eleganti effetti di luce unitamente a delicati tappeti sonori che si dipanano intorno a una pregevole macchina scenica che muove e anima giocattoli e colorate silhouettes. Molto buona e adeguata la recitazione capace di incidere positivamente sul ritmo dello spettacolo, anche grazie ad una precisa scelta di registri di delicata e suadente fattura. Un piccolo gioiellino di qualità e precisione dove il prezioso assetto scenografico fatto di un’oggettistica semplice ma, visivamente, efficace si accompagna a originali soluzioni illuminotecniche. Uno spettacolo adatto a tutte le età per la sua poesia e la capacità di stupire. A seguire c’è stato, infine, “LUCA LUNA” del Teatro Ex Drogheria, con Davide Rustioni, su testo e per la regia di Sara Pessina, che la giuria del premio, formata da Gianfranco Bergamini, Marco Zappalaglio e Gigi Castelli (direttori artistici), Chiara Bettinelli (organizzatrice teatrale), Max Brembilla e Massimo Nicoli (attori), Nadia Salvoldelli (formatrice teatrale) e Davide Locatelli (assessore alla cultura del Comune di Urgnano), ha decretato vincitore della secoda edizione del “Premio Experimenta” con la seguente motivazione:
La perdita dei genitori è un argomento difficile da trattare, lo è in un dibattito fra esperti, figuriamoci a teatro. Eppure il Teatro Ex Drogheria con il suo “Luca Luna” riesce nell’intento. Lo spettacolo pur nella sua struttura complessiva (sia sotto il profilo recitativo che scenico) di disarmante e intensa semplicità sa parlare con convinzione ai bambini (ma, perché no, anche ai grandi) in modo coinvolgente, non scontato e lontano dalle melense stereotipie, dell’argomento, delicato, complesso e talora tabù, della morte. Si dice nelle note di presentazione: “Se ti chiami Luca, hai 7 anni e ti hanno sempre detto che i tuoi genitori sono sulla Luna, l’unica cosa che desideri fare è rivederli e l'unico modo è dare inizio al viaggio!”. Viaggio come metafora dell’assenza, del distacco, della vita e della morte, così come l’approccio alla verità che pone inizio al vero viaggio da fare, quello dell’autocoscienza. E Sara Pessina, regista e autrice del testo, ben coadiuvata da un sobrio e poetico Davide Rustioni, riesce con eleganza di stile e una narrazione molto vicina al mondo del bambino, a rendere possibile questo viaggio, a parlare ai ragazzi della perdita per far comprendere come trasformare il dolore e renderlo risorsa. Ogni immagine, ogni piccola azione, ogni oggetto, ogni luce, si inquadrano in un puzzle scenico pulito, essenziale e mai banale, ben sostenuto, sul piano del ritmo, anche dal ricorso a diverse tecniche visivo-comunicative che vanno dalla recitazione, al teatro di figura, al multimediale.

 

 

 

 

PROGRAMMA E DATE – Premio Experimenta 2018

 SEGNALI EXPERIMENTA Stagione Teatrale Completa 2018.pdf

 

1988 / 2018: TRENT’ANNI DI GRANDE TEATRO CON “SEGNALI EXPERIMENTA”

APRILE: ESPLORANDO LE NUOVE FRONTIERE DELLA DANZA CONTEMPORANEA, ARRIVA AD URGNANO LA FATTORIA VITTADINI CON IL SUO “MY TRUE SELF. REVISITED”

A SEGUIRE “NINNA NANNA” DEL LABORATORIO TEATRO OFFICINA, AFFRONTA I TEMI DELLA MEMORIA, TRA INFANZIA, FUMO, ROCK E BEAT GENERATION.

 

Compie trent’anni il Festival Internazionale del Teatro di Gruppo “Segnali Experimenta - Circuiti Lombardia Spettacolo dal Vivo” storica manifestazione organizzata ad Urgnano dal Laboratorio Teatro Officina in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Urgnano, l’Assessorato Istruzione, Formazione e Cultura della Regione Lombardia e la Fondazione della Comunità Bergamasca onlus. Si parte, presso l’Auditorium Comunale di Urgnano (Scuola Media), sabato 7 aprile alle, ore 9.00, con la mostra fotografica “Trent’anni”, seguita, alle ore 10.00, dalla tavola rotonda “Un teatro per il popolo” con relazioni di esperti del settore e teatranti e, alle 12.30, con il brindisi conclusivo e un “omaggio teatrale” dell’LTO.

Sempre all’Auditorium, sabato 21 aprile, alle ore 21.30, è la volta di “My True Self. revisited” del gruppo milanese Fattoria Vittadini proveniente dall’Atelier di Teatrodanza della Paolo Grassi e considerato l’ensamble rivelazione della stagione milanese e della nuova frontiera della danza contemporanea. Un gruppo estremamente eterogeneo e versatile che ha elaborato un’idea assolutamente innovativa di danza, mettendo a disposizione di coreografi e collaboratori esterni le proprie qualità e adattandosi alle pluralità dei linguaggi con una professionalità sempre crescente. Collaborazioni eccellenti quelle con coreografi e registi come Lucinda Childs, Yasmeen Godder, Ariella Vidach, Virgilio Sieni, Alessandro Certini, Emanuela Tagliavia, Jean Claude Penchenat, Maria Consagra, Giulio D’Anna, Arturo Cirillo, Benedetto Sicca, Nikos Lagousakos, Juliette Deschamps e matanicola Numerosi i premi e i riconoscimenti tra cui, nel 2015 il prestigioso “Premio Speciale Abbiati” per la partecipazione alle opere “La lotta di Ercole con Acheloo” e “Armida” nel 40° Festival della Valle D’Itria. “My True Self. revisited” è una coreografia scritta per undici danzatori, che mostra le dinamiche del desiderio di essere qualcun altro come mezzo per liberare il proprio vero “io” e realizzarsi a livello personale. Attraverso l’utilizzo di immagini create a partire dal proprio mondo interiore, i danzatori segnano i confini del loro territorio sul palcoscenico e si preparano ad affrontare le sfide personali con la sensazione di sicurezza che un gruppo offre. Non sempre riescono nel loro intento. Vuoto e senso di perdita popolano la scena, dando vita a piccoli momenti magici, rituali privati e intimi. Per disperazione o semplice coincidenza, ogni artista si unisce agli altri formando un duo o un trio, e lo spazio acquista così una nuova densità.

Si continua, sabato 28 aprile, sempre alle 21.30, con “Ninna nanna - Frammenti da un possibile monologo” del Laboratorio Teatro Officina con Max Brembilla e Massimo Nicoli e Anna Zanetti, su testo, montaggio scenico e regia di Gianfranco Bergamini. Lo spettacolo racconta con sguardo indulgente ma non narcisistico l'infanzia, l'adolescenza, la giovinezza di Roberto dietro cui si intravede l'autore. Senza enfasi, con l'appropriata scelta registica di dividere fra tre personaggi il peso della rievocazione, la pièce passa in rassegna i luoghi dell'infanzia e della crescita di tutti: la campagna, la famiglia, vasta e patriarcale, l'educazione tradizionale, le prime scoperte, i primi timidi approcci con le ragazze e i goffi tentativi di seduzione, i viaggi, la sperimentazione dei miti degli anni Sessanta: il fumo, il rock, la beat generation. I momenti forti della formazione vengono raccontati senza incorrere nei rischi della retorica e dell'autocompiacimento e l'effetto è di divertimento autentico. Non vi è mitizzazione o retorica del reduce: i ricordi, filtrati, sono vissuti come la successione di eventi che spiega come si è da adulti, con un certo affettuoso distacco ma con la consapevolezza che si tratta del proprio patrimonio.

 

L’ingresso agli spettacoli è di euro 10,00. I posti disponibili nell’Auditorium Comunale di Urgnano, in via dei Bersaglieri, 68, sono 99, per cui si consiglia la prenotazione. Info: tel. 035 891878, cell. 340 4994795, email. laboratorioteatrofficina@gmail.com

 

 SEGNALI EXPERIMENTA Stagione Teatrale Completa 2018.pdf

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